La ricetta di oggi è molto semplice da preparare, combina sapori molto particolari e legati al mio territorio, la Marmilla e al Sud in generale.
Anche se i paccheri non sono un formato di pasta particolarmente diffuso nelle nostre case dove dominano malloredus (gnocchetti sardi) o mezze penne, molto spesso questo tipo di pasta napoletana, trova posto nei cesti natalizi. Gli altri tre elementi del sugo invece sono se non a chilometri zero, sono al massimo a 20 km: pomodori di Villamar, carciofi di Furtei e zafferano di Villanovafranca.
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mercoledì 28 dicembre 2011
giovedì 21 luglio 2011
Tortiglioni di grano di Villamar, pesto con basilico del mio balcone e pinoli.
Generalmente quando penso agli agricoltori sardi non mi riesce mai di associarli al concetto di dinamicità. Quando parli con qualcuno e dici che comunque la Sardegna può uscire dalla crisi storica del settore agropastorale e provi a citare realtà come Arbore, ti rispondono subito: "Lì funziona perché sono veneti e non sono sardi", quasi a rimarcare che oltre a una serie di motivi strutturali si sommino a una questione socio culturale più profonda.
Se si pensa alla costante crisi del settore ovino, con la disperazione degli allevatori che si vedono riconoscere un prezzo inferiore a quello di 10 anni fa, ti chiedi anche come mai oltre la produzione di un Pecorino romano D.O.P., troppo forte per piacere alle famiglie italiane e troppo legato alle importazioni verso gli USA. Ti viene da pensare anche come mai non si esplorino nuove produzioni magari un po' più piacevoli per i mercati locali e nazionali? A questa domanda però non c'è risposta e quindi passo oltre parlando invece di una realtà positiva, la cooperativa Madonna d'Itria di Villamar*, che ha dato vita a un progetto di filiera corta. La cooperativa che acquista il grano dai produttori, attraverso degli accordi con dei mulini ha iniziato la produzione di pane carasau e pasta (io ho trovato dei tortiglioni), confezionato con marchio proprio. Che dire, un modo intelligente per non svendere il grano ai grandi produttori, che non lo valorizzano nel modo adeguato.
Se si pensa alla costante crisi del settore ovino, con la disperazione degli allevatori che si vedono riconoscere un prezzo inferiore a quello di 10 anni fa, ti chiedi anche come mai oltre la produzione di un Pecorino romano D.O.P., troppo forte per piacere alle famiglie italiane e troppo legato alle importazioni verso gli USA. Ti viene da pensare anche come mai non si esplorino nuove produzioni magari un po' più piacevoli per i mercati locali e nazionali? A questa domanda però non c'è risposta e quindi passo oltre parlando invece di una realtà positiva, la cooperativa Madonna d'Itria di Villamar*, che ha dato vita a un progetto di filiera corta. La cooperativa che acquista il grano dai produttori, attraverso degli accordi con dei mulini ha iniziato la produzione di pane carasau e pasta (io ho trovato dei tortiglioni), confezionato con marchio proprio. Che dire, un modo intelligente per non svendere il grano ai grandi produttori, che non lo valorizzano nel modo adeguato.
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